Accatastamento impianto fotovoltaico

Accatastamento impianto fotovoltaico

Dal 1° gennaio 2016 sarà possibile escludere il valore di pannelli ed inverter dalla stima della rendita dell’ accatastamento impianto fotovoltaico.

Premetto che in questo articolo mi occuperò dei soli casi in cui l’impianto sia accatastato autonomamente (con categoria catastale D/1 – opifici, centrali di produzione di energia elettrica), oppure sia pertinenza di unità a sola destinazione produttiva (censibili nelle categorie D ed E). Ovvero non mi occuperò del caso in cui l’ accatastamento impianto fotovoltaico sia integrato nelle unità immobiliari a destinazione diversa (ordinarie categorie A, B, C: appartamenti, uffici, magazzini, parti comuni di condominii, ecc..), perché i più recenti sviluppi normativi sul tema, che andrò di seguito ad esporre, non lo contemplano.

Come già riportavo in un mio articolo pubblicato lo scorso gennaio, a decorrere dal 1° gennaio 2016, con l’entrata in vigore della Legge n. 208 del 28 dicembre 2015 – la cosiddetta legge “di stabilità” 2016 – è possibile escludere dalla stima della rendita catastale delle unità immobiliari produttive il valore dei cosiddetti “imbullonati”.

Il 20 aprile scorso, l’agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio canale YouTube questo video denominato “Telecatasto 2016” da cui è possibile trarre alcuni importanti chiarimenti; vi consiglio la visione a partire dal minuto 12:00.

Nel caso specifico dell’ accatastamento impianto fotovoltaico è innanzitutto opportuno chiarire 4 cose del testo dei commi 21, 22 e 23 dell’art. 1 della succitata Legge 208/2015:

  1. L’ accatastamento impianto fotovoltaico rientrerà nell’ambito di applicazione della suddetta normativa, ovvero sarà possibile rideterminarne la rendita, indifferentemente se l’impianto sia pertinenza di unità immobiliari produttive, oppure se sia esso stesso un’autonoma unità immobiliare produttiva.
  2. Come chiarito nella circolare 2/E pubblicata dall’Agenzia delle Entrate il 1° febbraio 2016, tra gli elementi che il comma 21 della Legge 208/2015 definisce “macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo”, passati all’onore della cronaca più semplicemente come “imbullonati”, rientrano anche gli inverter ed i pannelli fotovoltaici, che pertanto possono essere esclusi dalla stima. La stessa circolare 2/E prevede che non rientrano nell’ambito di applicazione dell’esclusione in argomento, i soli pannelli fotovoltaici “integrati nella struttura e costituenti copertura o pareti di costruzioni”, ovvero in assenza dei quali, gli edifici su cui sono installati sarebbero privi di copertura e/o di pareti: trattasi di pannelli con particolari caratteristiche costruttive che integrano, oltre alla funzione di produzione di energia elettrica, anche quella di elementi architettonici costruttivi degli edifici.
  3. i criteri di cui ai due punti precedenti si applicano sia nel caso di accatastamento impianto fotovoltaico di nuova costruzione, che nel caso di impianti già censiti. Più precisamente, il comma 22 della Legge 208/2015, prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2016 sarà possibile “presentare atti di aggiornamento […] per la rideterminazione della rendita catastale degli immobili già censiti”.
  4. Inoltre, per chi presenterà gli atti di aggiornamento entro il 15 giugno 2016, il successivo comma 23 della Legge 208/2015 consente che le rendite catastali così rideterminate abbiano effetto a decorrere dal 1° gennaio 2016. Tradotto in pratica, ciò significa che per le unità immobiliari, il cui aggiornamento dell’ accatastamento impianto fotovoltaico fosse stato presentato prima del versamento della rata di acconto di IMU, TASI, IMIS ed IMI, dette imposte saranno calcolate e versate per l’intera annualità 2016 con la rendita così rideterminata (ed in seguito per gli anni a venire). Affrettatevi, manca poco al 15 giugno!

Chiarito quanto sopra, vediamo ora di precisare quali sono allora le componenti immobiliari degli impianti fotovoltaici che restano oggetto di stima. Occorre però distinguere tra:

A. Impianti fotovoltaici accatastati autonomamente:

– il suolo, nel caso di impianti a terra;

– l’elemento strutturale (solaio di copertura…) su cui sono ancorati i pannelli fotovoltaici nel caso di impianti realizzati su fabbricati;

– gli eventuali locali tecnici che ospitano i sistemi di controllo e trasformatori;

– recinzioni, platee di fondazioni, viabilità e comunque tutte le varie sistemazioni del luogo funzionali all’impianto, poste all’interno del perimetro dell’unità immobiliare.

B. Impianti fotovoltaici accatastati come pertinenza di unità immobiliari a destinazione produttiva:

– come già in passato chiarito al paragrafo 2.1 della circolare 36/E pubblicata dall’Agenzia delle Entrate il 19 dicembre 2013 (attenzione però altri passaggi di detta circolare sono in gran parte superati da quanto esposto nel presente articolo…), “è necessario procedere, con dichiarazione di variazione da parte del soggetto interessato, alla rideterminazione della rendita dell’unità immobiliare a cui risulta integrato, allorquando l’impianto fotovoltaico ne incrementa il valore capitale (o la relativa redditività ordinaria) di una percentuale pari al 15% o superiore”. In altre parole, se le componenti esclusive dell’impianto fotovoltaico, al netto di pannelli ed inverter, incrementano il valore della stima dell’unità immobiliare di cui è pertinenza di una percentuale inferiore al 15%, (cosa assai probabile…) la rendita della stessa unità immobiliare andrà rideterminata escludendo per intero il valore residuo dell’impianto (che comunque, nel caso, non dovrà nemmeno essere accatastato autonomamente, perché “normale” pertinenza / dotazione impiantistica dell’immobile).

– visto che scrivo da Cavalese, mi tocca però rilevare che, diversamente da quanto esposto al punto precedente, per gli immobili produttivi censiti in categoria D ed E nel territorio della Provincia Autonoma di Trento, come chiarito dal Servizio Catasto con la nota prot. 103629 del 17 febbraio 2011 e successivo chiarimento prot. 576215 del 4 ottobre 2011, il valore dell’impianto fotovoltaico deve essere sempre  contemplato nella stima diretta della relativa rendita catastale, indipendentemente da quanto questo incida sul valore complessivo del fabbricato di cui è pertinenza strumentale (comunque ripeto che, decurtati pannelli ed inverter, il valore residuo non inciderà sicuramente molto).  Non mi è noto se considerazioni analoghe sono riscontrabili anche in altre parti d’Italia in cui il catasto è gestito localmente (Bolzano, Friuli?)…vi suggerisco di verificare eventualmente caso per caso presso l’ufficio del catasto competente per territorio.

Concludo riportando ed evidenziando un’ulteriore importante chiarimento fornito dal tecnico dell’Agenzia delle Entrate nel succitato video “Telecatasto 2016”, utile soprattutto a chi deve accatastare per la prima volta un impianto fotovoltaico che si trova ad esempio sul tetto di un edificio produttivo o in un cortile afferente, ed è in dubbio se questo possa essere ritenuto  pertinenza di un’unità immobiliare oppure se dovrà procedere con un accatastamento impianto fotovoltaico autonomo. Il tecnico, richiamando quanto previsto all’art. 2 del D.M. 2 gennaio 1998 nr. 28 secondo cui, un’unità immobiliare, per essere censita autonomamente come tale deve presentare “potenzialità di autonomia funzionale e reddituale” afferma:

<< mentre l’autonomia reddituale, per gli impianti in questione è ordinariamente verificata, l’autonomia funzionale va tecnicamente riscontrata verificando, ad esempio, gli elementi che ne caratterizzano la delimitazione dell’ordinaria accessibilità>>.

Perciò, anche se un impianto operasse in regime di cessione totale dell’energia prodotta, con contatore dedicato e separato da quello dell’attività produttiva presso cui è installato, e quindi certamente redditualmente autonomo,  se gli accessi ai locali tecnici ed apparati per le ordinarie operazioni di controllo e manutenzione non fossero (anche solo potenzialmente) autonomi rispetto a quelli dell’immobile, allora l’impianto in questione potrà essere considerato pertinenza dello stesso immobile (ed eventualmente accatastato come tale solo se incrementa il valore dello stesso immobile di una percentuale non inferiore al 15%). Consiglio sempre e comunque di verificare ciascuno specifico accatastamento impianto fotovoltaico con i tecnici dell’ufficio del catasto competente per territorio.

Fonti:

  • Legge n. 208/2015;
  • circolare Agenzia delle Entrate 2/E-2016;
  • circolare Agenzia delle Entrate 36/E-2013;
  • nota Servizio Catasto Trento 103629/2011;
  • nota Servizio Catasto Trento 576215/2011;
  • D.M. 2 gennaio 1998 nr. 28.
error

Lascia un commento