Affitto breve e turistico – guida per i proprietari di casa

Affitto breve e turistico – guida per i proprietari di casa

L’anno scorso con l’entrata in vigore dell’art. 4 del D.L. 50/2017 è stato riformato il regime fiscale per l’ affitto breve di immobili ad uso abitativo, ovvero di quello che in genere è l’ affitto turistico di appartamenti tra privati.

Ma innanzitutto che cos’è l’ affitto breve di un appartamento o affitto turistico, che dir si voglia?

Per il fisco italiano, ai sensi del comma 1 del succitato articolo di legge, per affitto breve si intendono “i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, ovvero soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare”.

Per fare un esempio comprensibile a tutti, oggigiorno nella maggioranza dei casi trattasi di persone, non professioniste del settore ricettivo, che dispongono di uno o più appartamenti (in proprietà, locazione o comodato) e li affittano per qualche giorno o per massimo 4 settimane alla volta, pubblicizzandoli anche attraverso i principali portali online, quali Airbnb o Booking.

Cosa occorre fare se si ha la possibilità e l’intenzione di concedere in affitto breve un appartamento?

In questo articolo vedremo di esaminare i principali adempimenti di natura fiscale ed amministrativa, che sono:

  1. Comunicare alla questura gli estremi degli alloggiati;
  2. Pagare l’imposta locale di soggiorno;
  3. Emettere una quietanza di pagamento;
  4. Versare le imposte sul reddito percepito dall’ affitto breve.

1. Come e perché comunicare alla questura i dati delle persone ospitate:

Ai sensi dell’art. 109 del R.D. 773/1931 (il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) i “proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze e gli affittacamere”, entro le ventiquattr’ore successive all’arrivo, sono tenuti a comunicare in questura le generalità delle persone alloggiate.

Da qualche anno è attiva una procedura telematica disponibile su questo portale gestito dalla Polizia di Stato che ha sostituito quelle che in passato erano le cosiddette “schedine alloggiati”.

Per accedere al servizio è necessario richiedere le credenziali di accesso (utente e password) alla questura territorialmente competente. La richiesta può in genere essere fatta anche da remoto via PEC, mentre il ritiro deve essere effettuato di persona.

Per utilizzare il servizio si consiglia di consultare i manuali disponibili nel menù dello stesso portale. Occorre infatti prima scaricare un certificato digitale da importare nel browser internet in uso sul proprio computer. Se non siete pratici con i dispositivi informatici, chiedete aiuto a qualcuno, ma certamente non occorre essere degli esperti per riuscirci; i citati manuali sono comprensibili a tutti.

All’interno del portale sarà possibile inserire i dati direttamente online tramite delle maschere come quella rappresentata in figura, oppure caricare dei documenti di testo redatti secondo un formato prestabilito. Ciascuna modalità è dettagliatamente esplicata in questa guida.

2. Quanto, come e quando si paga l’imposta di soggiorno?

Purtroppo, come spesso accade in Italia, la risposta non è univoca perché il tema è di competenza degli enti locali (provincie o comuni). Siccome questi non seguono affatto uno stesso indirizzo, non si può fare altro che informarsi presso l’amministrazione competente per il territorio. È inoltre opportuno restare aggiornati, perché normative e regolamenti sono sovente oggetto di modifiche.

Ad esempio in Trentino per gli alloggi ad uso turistico fino a poco tempo fa si pagava un importo variabile a persona per ciascuna notte di pernottamento (dati che si comunicavano tramite una procedura telematica disponibile su un portale web dedicato alla riscossione), mentre ora si paga una quota fissa annuale di 25 € a posto letto. Il numero di posti letto insieme ad altre informazioni riguardanti l’alloggio proposto in affitto breve in Trentino deve essere trasmesso al Comune mediante il modulo denominato “CAT – comunicazione degli alloggi per uso turistico”.

A seconda delle modalità previste per il calcolo e relativa riscossione il gestore può decidere se provvedere autonomamente tenendone conto nella determinazione del canone o se farsi pagare la tassa direttamente dall’ospite all’arrivo o se possibile anche preventivamente tramite l’intermediario. Ad esempio Airbnb già dallo scorso anno nelle città di Bologna e Genova e dal 1° gennaio 2018 anche a Firenze, provvede direttamente alla riscossione del tributo che varia indicativamente da 3 a massimo 5 € a notte. Possibilità peraltro prevista dal comma 5ter del succitato art. 4, secondo cui “il soggetto che incassa il canone o il corrispettivo, ovvero che interviene nel pagamento dei predetti canoni o corrispettivi (ad es. Airbnb – ndr), è responsabile del pagamento dell’imposta di soggiorno”.

3. È obbligatorio per il gestore rilasciare una ricevuta per quietanza di pagamento?

Se il proprietario non ricorre ad intermediari ed il corrispettivo per l’ affitto breve gli viene pagato direttamente dall’inquilino, se quest’ultimo lo richiede, il proprietario è obbligato a rilasciare quietanza ai sensi dell’art. 1199 del Codice Civile. In tutti i casi: sia che il pagamento avvenga in contanti, che tramite assegno o bonifico bancario.

Inoltre, se l’importo pattuito è superiore a 77,47 €, posto che tra privati non si applica l’IVA, il D.P.R. 642/1972 prevede che sulla quietanza debba essere apposta una marca da bollo di 2 €, il cui costo deve essere sostenuto dall’inquilino ai sensi dello stesso art. 1199 Cod.Civ.

4. A quale regime di tassazione è soggetto il reddito derivante dall’ affitto breve di appartamenti privati?

L’art. 4 del D.L. 50/2017 ha introdotto due principali novità entrate in vigore a partire dal 1° giugno 2017:

  • La facoltà di applicare la cedolare secca anche all’ affitto breve, pari nel caso al 21% del canone. Si ricorda che la cedolare secca è un imposta che sostituisce sotto un’unica aliquota l’IRPEF e le addizionali locali, nonché le imposte di bollo e registro*.
  • Gli intermediari (tipo Airbnb, Booking, ecc…) che incassano o comunque intervengono nel pagamento devono trattenere una ritenuta pari al 21% del canone e versarla direttamente al fisco in sostituzione del locatore. Pertanto se il proprietario avrà optato per la cedolare, non ci sarà più null’altro da pagare a titolo di imposta. Se invece scegliesse il regime ordinario, la ritenuta costituirà un acconto. Gli intermediari dovranno poi ogni anno inviare ai locatori la certificazione unica di cui all’art. 4 del D.P.R. 322/1998 con il totale delle imposte trattenute e versate per loro conto.

*Nota: non è necessario registrare i contratti di affitto breve in questione, ovvero di durata inferiore a 30 gg. Si precisa però che se intervengono intermediari, questi sono tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati del locatore, la durata e l’importo del corrispettivo di tutti gli affitti, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui sono occorsi.

Attenzione però che l’onere di operare la ritenuta non è stato accolto di buon grado dagli operatori di settore, soprattutto da quelli online quali Airbnb e Booking.

Infatti lo scorso autunno la stessa Airbnb aveva presentato un ricorso al TAR contro le disposizioni introdotte dal DL 50/2017, chiedendone la sospensione. Con ordinanza nr. 5442 del 18 ottobre 2017 il TAR del Lazio aveva però respinto la richiesta. Airbnb si è quindi appellata al Consiglio di Stato che, con ordinanza nr. 5403 del 13 dicembre 2017 ha accolto le rimostranze dell’operatore, ordinando che dovrà essere immediatamente fissata un’udienza presso il TAR. Pare che siccome la norma contestata ostacolerebbe la libera prestazione dei servizi e sarebbe contraria alla direttiva comunitaria 1535 del 2015, che prevede una comunicazione preventiva alla Commissione delle regole tecniche riguardanti le società digitali, tutto verrà rimesso al giudizio della Commissione Europea. Su questo tema, restiamo perciò in attesa di nuovi aggiornamenti.

Fonti:

  • D.L. 50/2017
  • R.D. 773/1931
  • art. 1199 del Codice Civile
  • D.P.R. 642/1972
  • D.P.R. 322/1998
  • direttiva comunitaria 1535 del 2015
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45 commenti su “Affitto breve e turistico – guida per i proprietari di casa”

  1. SALVE
    per un affitto inferiore al mese basta che presenti una ricevuta del canone richiesto alla dichiarazione dei redditi applicando la cedolare secca, o ho bisogno anche di presentare il contratto ? inoltre sono obbligata a comunicare i dati dell ospite in questura?

  2. Chiedo scusa,
    ma volendo affittare un appartamento, e non avendo P.IVA, sono lo stesso obbligato a versare l’IVA? Su Wimdu dicono che loro versano l’IVA fino a 10 affitti brevi l’anno, poi mi classificano come “commerciale” e l’IVA devo versarla io?
    Inoltre, per ottenere le credenziali di AlloggiatiWeb su internet dicono che devo presentare l’autorizzazione come struttura ricettiva.
    Ma io non ho una struttura ricettiva alle spalle, sono un pensionato con un appartamento di 40 metri quadri vuoto.

    • Caro Alessandro,
      se lei è un privato non deve ovviamente applicare l’IVA sugli affitti. Non conosco Wimdu ma potrebbe essere che detto intermediario debba invece emettere fattura al cliente e perciò trattenga dal lordo quanto dovuto al fisco e lo versi direttamente. Per quanto riguarda l’autorizzazione della “struttura ricettiva” si informi presso il suo comune cosa è richiesto nella sua regione / provincia. Ad esempio qui in Trentino è necessaria la “comunicazione per alloggi ad uso turistico – CAT” ed alla domanda per WebAlloggiati si allega una copia di questa.

  3. Nel caso in cui un affitto breve di 30 giorni, venga rinnovato per altri 30 può essere considerato sempre affitto breve o necessità di contratto di affitto con registrazione?

  4. Buona sera, il suo articolo è molto chiaro, volevo solo capire se per applicare l’affitto turistico è necessario che l’appartamento che si affitta sia autorizzato come casa vacanza o è possibile applicarlo per qualsiasi immobile ad uso abitativo fittato secondo le modalità cha ha illustrato. Grazie

    • Buongiorno Angelo,
      per “autorizzazione” in genere, nel caso dell’affitto turistico di appartamenti privati, è sufficiente una comunicazione in comune su moduli predisposti allo scopo. Come ad esempio la citata CAT in Trentino. Per capircisi, questa comunicazione è richiesta dalle amministrazioni locali per applicare l’imposta di soggiorno.

  5. In liguria è necessario fare una domanda in Regione e, dichiarando che si è in possesso delle certificazioni che gli impianti luce e gas sono a norma di legge, viene rilasciata l’autorizzazione come struttura ricettiva turistica e successivamente si procece a registrarsi al portale della Polizia di Stato per la comunicazione, entro le 24 ore, delle persone alloggiate. Affittare senza mettersi in regola è abbastanza oneroso come multe in caso di controlli. Tutto questo fino a 2 o 3 alloggi mi pare, per un numero maggiore si considera come attività e le procedure sono diverse.

  6. Buongiorno sig. Marco,
    molto chiara la sua esposizione. Vorrei ancora chiarire il punto se l’intermediario che affitta con provvigione un appartamento è obbligato a comunicare gli ospiti alla questura o se tale obbligo spetta esclusivamente al proprietario ?

    • Buongiorno Pietro,
      se l’intermediario per capircisi non fosse una vetrina on-line tipo Airbnb per capircisi, ma fisicamente un gestore delle affittanze che a tutti gli effetti solleva il proprietario da qualsiasi rapporto con gli ospiti, evidenzio che l’art. 109 del R.D. 773/1931 prevede che detto obbliga spetta eventualmente al gestore, non esclusivamente al proprietario.

  7. Segnalo che con l’art. 19-bis della legge 132/2018 è stato definitivamente chiarito che “L’articolo 109 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, si interpreta nel senso che gli obblighi in esso previsti si applicano anche con riguardo ai locatori o sublocatori che locano immobili o parti di essi con contratti di durata inferiore a trenta giorni.”

  8. Salve volevo sapere io ho un appartamento ed affitto come appartamento uso turistico ,essendo scritto sul portale devo sempre rilasciare la ricevuta,? Ho già visto che mi rilasciano le fatture quelli del portale non c’è bisogno?parliamo di Airbnb booking

    • Buongiorno Santo,
      se il pagamento le arriva da Airbnb o booking e NON dall’ospite, lei come privato non deve (o meglio: non può) rilasciare alcuna quietanza all’ospite. Se invece non ci fosse intermediario e l’ospite le paga direttamente il soggiorno, se lo richiede, dovrà rilasciare quietanza in marca da bollo (a spese dell’ospite).

  9. Buonasera,
    ho un appartamento che vorrei dare in gestione ad una agenzia estera che poi lo affitterà, per periodi inferiori a 30 gg, ai suoi clienti tramite il suo portale web. Io non avrò contatti diretti con i clienti (tranne che all’arrivo per la consegna delle chiavi).
    Come mi devo comportare per quanto riguarda la pubblica sicurezza e la tassa di soggiorno comunale? Sarà mia responsabilità o dell’agenzia?

    • Gentile Andrea,
      se nel contratto con l’agenzia estera non lo avete precisato, ritengo che sia la comunicazione in questura che la tassa di soggiorno debba pagarla lei in qualità di proprietario. Ad esempio chi affitta con Airbnb fa così.

  10. Buonasera Marco,
    io ho un appartamento a Tropea(VV) che sto affittando con Airb&b e vorrei cominciare con Booking.com. Mi sono sempre chiesto se sono in regola con il fisco. Mi spiego: Affitto un tot di settimane all’anno a persone che vogliono il mio appartamento per una settimana o due e quindi alla fine dell’anno io mi ritrovo con un incassato in più. Come mi devo comportare con il pagamento delle tasse? Con la questura?

    Gentilissimo

    • Ciao Enrico,
      per quanto riguarda le tasse sui redditi devi ovviamente dichiarare al fisco anche gli introiti che percepisci privatamente. Hai un commercialista che ti segue? Per quanto riguarda la questura, indipendentemente che tu affitti via intermediario airbnb o altro o privatamente, devi comunicare i dati degli alloggiati come sopra descritto.

  11. Buonasera Sig. Marco,
    grazie per le sue delucidazioni. Scrivo dalla Toscana e avrei un paio di quesiti da porle: leggevo nei commenti precedenti che, se il mio ospite me lo chiede, devo rilasciare la ricevuta. Questo però non è obbligatorio a prescindere? Mi spiego meglio: una volta che accolgo l’ospite io lo devo registrare nel sito della questura, quindi non serve qualcosa che dimostri che io ho ricevuto somma X dal Sig. Y? Altrimenti, senza quietanza, come faccio a dichiarare che io ho percepito somma X nel periodo di soggiorno del Sig Y? Altra domanda: che tipo di ricevute devo utilizzare? Quelle di affitto madre-figlia? Non ho trovato alcun tipo di ricevute specifiche per le locazioni.

    La ringrazio.

    • Gentile Caterina, per la quietanza può farla benissimo in carta bianca. Basta mettere una sua intestazione, gli estremi della controparte, numerarle progressivamente e come sopra esposto, apporre la marca da bollo.

  12. Buongiorno vorrei sapere se per effettuare una affitto a breve di un abitazione a uso turistico è necessario che l’ abitazione sia provvista di abitabilità . E poi desideravo sapere quali sono i requisiti minimi necessari eventualmente in assenza di abitabilità.

    • Lucia, faccia attenzione che se utilizza un immobile per una destinazione diversa da quella prevista da titolo abilitativo commette un illecito. Ad ogni modo è fondamentale che l’immobile rispetti i requisiti igienico sanitari (altezze, finestrature, ecc…secondo regolamento edilizio) che possano effettivamente consentirne l’agibilitá.

  13. Buonasera Marco,
    colgo l’occasione per porle una domanda riguardo ciò. Sono proprietario di un immobile in Firenze che vorrei affittare (tramite AirBnB e Booking) quasi tutto l’anno per brevi periodi, per esempio ospiti diversi ogni 3/4 giorni. Volevo sapere se ciò coincide con la tipologia di locazione turistica e se quindi devo fare una comunicazione telematica al comune, che mi consenta quindi di inviare i dati degli inquilini alla questura.. ? Grazie

    • Gentile Daniela,
      il proprietario potrebbe concedere la casa in comodato alla figlia con espresso consenso (ex art. 1804 del codice civile) di concessione a terzi del godimento della casa stessa.

  14. Buongiorno, volevo gentilmente sapere se e cosa occorre comunicare e richiedere al comune di residenza per poter iniziare un’ attività di “Locazione Turistica breve”.
    Mi chiedevo se esiste un modulo da inviare al comune e se poi gli addetti preposti del comune dovranno venire nell’ immobile a verificare se i locali sono idonei all’ attività.
    Sono andato all’ ufficio SUAP del mio comune, ma riguardo alla “Locazione Turistica breve” non ne sanno niente, loro fanno riferimento alla Regione Marche che nel loro portale contemplano solamente Affittacamere, B&B, Case Vacanza ecc. che hanno regole e controlli differenti e più rigidi rispetto la L.T.B.

    Grazie.

    • Gentile Stefano,
      io posso portarle l’esempio trentino, dove anche qui il comune fa eventualmente solo da tramite per trasmettere alla provincia un modulo (che si chiama “CAT-comunicazione alloggio turistico”) il cui fine è quello di aggiornare i dati dell’offerta posti letto, ottenere le credenziali weballoggiati dalla questura e calcolare l’imposta di soggiorno. Chieda anche lei chiarimenti in regione.

  15. Buongiorno, sono di Milano e dovrei affittare per brevi periodi una stanza del mio appartamento dove vivo. Non darei nessun tipo di servizio, quindi non dovrei rientrare nella categoria delle strutture ricettive. Mi chiedevo se posso fare solo una dichiarazione al mio comune e in realtà non saprei che tipo di dichiarazione dovrei fare e se sono obbligata a farla. E se esiste un modulo prestampato on line. Quelli che ho visto si riferiscono tutti a strutture ricettive. La mia come deve essere catalogata quindi ? Si tratta semplicemente di una stanza per locazioni brevi. E quali sono nel mio caso i passi obbligatori da fare?

    Grazie

    • Buongiorno Katia,
      i passi da seguire sono appunto descritti in questo articolo. Io per brevi periodi mi trovo bene con Airbnb dove sulla community trovi sicuramente maggiori info su cosa e come fare in una città grane come Milano…ma su Milano se sei disposta ad affittare anche a studenti o lavoratori ho conosciuto una realtà che si chiama “Dove Vivo” che forse può assisterti anche nel tuo caso.

  16. Salve,
    ho avviato un’attività di affittacamere aprendo P.Iva e volevo chiedere:
    – per prenotazioni tramite portali, io devo applicare l’Iva ai turisti?
    – ho inviato la richiesta di inizio attività allo SUAP (Regione Emilia Romagna), e mi stanno facendo “problemi” sulla piscina, in quanto la casa è dotata di piscina ad uso esclusivo e privato degli ospiti, mi chiedono impianto di allarme presidiato e a personale idoneo al pronto soccorso. La piscina è 8x4mt alta 120cm. da quel che so non dovrebbe essere necessario.
    La ringrazio
    Andrea

    • Buongiorno Andrea,
      per l’esercizio di un’attività condotta in modo professionale con p.iva per le quesitoin fiscali rivolgiti a un commercialista. Per le questioni tecniche rivolgiti ad un professionista in loco, perché le normative del caso sono appunto locali.

  17. Vorrei che mi fosse data una precisazione al riguardo della durata dell’affitto breve.
    Si parla di durata inferiore a 30 giorni (che significa , che i giorni devono essere al massimo 29?) e di durata non superiore a 30 giorni (e qui ci siamo capiti, cioè max 30 ).
    Si conta il giorno di entrata (ceck-in) ed anche il giorno di uscita (ceck-out)? Oppure no? Esempio : se un cliente arriva il 01 del mese e va via il giorno 30, totale 30 giorni complessivi, in questo caso è valido il contratto di affitto breve?
    Ringrazio per la collaborazione.

    • Gentile Fiorenzo,
      ai sensi del comma 1 dell’art. 4 del D.L. 50/2017 la durata non deve essere superiore a 30 giorni; perciò sì: se un cliente arriva il 01 del mese e va via il giorno 30, totale 30 giorni complessivi, trattasi di affitto breve.

  18. Salve, mio nonno e’ proprietario di una villetta, io dovrei occuparmi di affittarla per brevi periodi. Posso firmare io l’eventuale “contratto” , la cedolare secca E inserirla nella mia dichiarazione dei redditi o puo farlo solamente lui? Grazie per qualsiasi delucidazione.

    • Buongiorno Viviana,
      sentiti con il tuo commercialista per i dettagli, ma credo che la cosa corretta da fare sia registrare un contratto di comodato da tuo nonno a te, con espresso consenso ex art. 1804 del codice civile da parte di tuo nonno perché tu possa concedere ad un terzo il godimento della villetta (in altre parole concederla in locazione e trarne profitto)

  19. affitto casa vacanza vorrei sapere entro quanto tempo devo denunciare alla questura gli affittuari,,,la casa è a Cecina(li)l’affitto è comunque x 30gg.Mi sono un po informato ma chi dice entro 24h e addirittura un’uscere della questura mi ha detto che se l’ospite sta meno di 30gg. non importa denunciarlo…a chi devo ascoltare???grazie x l’attenzione.

    • Buongiorno Giovanni,
      nel tuo caso (affitto non superiore a 30 gg) devi comunicare alla questura le generalità degli ospiti entro 24 ore dal loro arrivo.
      Esistono in effetti comunque anche altre fattispecie per cui è necessario denunciare l’affittuario in questura…forse per questo c’è un po’ di confusione sul tema. Ne ho parlato nel dettaglio in questo articolo dedicato

  20. Mio figlio sta cercando di affittare un appartamento ( seconda casa). Ha registrato tutto in regione, questura e comune. Il comune di ubicazione dell’appartamento -Canale d’Agordo (BL) – ha introdotto dal 1° gennaio di quest’anno la tassa di soggiorno, pubblicando sul sito la delibera e i moduli da utilizzare. Ha pubblicato anche una tabella per gli ospiti in tre lingue con l’ammontare della tassa di soggiorno che varia a seconda della struttura. Tra le diciture presenti troviamo albergo, rifugio alpino e altre strutture, campeggio, per e quali la tessa di soggiorno varia. Chiede inoltre di incassare direttamente la tassa di soggiorno e rilasciare agli ospiti una copia della ricevuta.
    Chiedo: che tipo di ricevuta va fatta? Anche questa in carta libera come l’affitto, trattandosi di locazione breve tra privati?
    Secondo lei, visto che il Comune non ci risponde, l’appartamento deve far riferimento ala quota di soggiorno di rifugio alpino e altre strutture?
    Grazie, è la prima volta che affitta e io lo sto aiutando a prendere informazioni
    Avrei due domande:

    • gentile Laura,
      se suo figlio è un privato, credo che sia sufficiente una semplice quietanza in carta libera anche per la sola tassa di soggiorno.
      Anche io propenderei per “altre strutture” tra le possibilità di scelta. Qua in Trentino si paga un fisso annuo per posto letto…perciò nel suo caso la mia è solo un’opinione.

  21. Buongiorno
    Vorrei sapere se
    1) esistono requisiti minimi per le stanze tipo dimensione finestra ecc.
    2)il numero massimo di stanze che si possono utilizzare
    3) se basta comunicare alla questura il capofamiglia o si devono comunicare tutti quelli che occupano la stanza.
    Grazie

    • Buongiorno Antonio,
      i requisiti igienico-sanitari (altezze, superfici, finestre, ecc…) ai fini dell’abitabilità dei locali si trovano nel regolamento edilizio comunale; si faccia aiutare da un tecnico in loco se non li trova. Non ho idea se esiste o comunque come si determina il numero massimo di stanze oltre cui l’attività si debba considerare imprenditoriale. Alla questura occorre comunicare le generalità di tutti gli ospiti ed in particolare anche i dati di un documento identificativo del capofamiglia.

  22. Buona sera ,volevo gentilmente sapere se e cosa occorre comunicare ho richiedere al comune di residenza un’ attività di ” locazione turistica breve” e se gli addetti preposti al comune dovranno venire nell’immobile a verificare se sono idonei all’attività. le spiego Perché ho 2 camere con balcone, con 1 bagno in comune , e vorrei a affittare con Airbnb , come me devo comportare riguardo la pubblica sicurezza (devo fare assicurazione come camere ho appartamento) devo fare la partita iva e la tassa soggiorno comunale? Sara mia responsabilità o di airbnb

    • Buongiorno Diana,
      il comune, se è piccolo, in genere fa da tramite per la provincia a cui occorre comunicare l’inizio di attività di affittacamere. Alla stessa stregua per quanto riguarda l’imposta di soggiorno, dipende se il comune è grande – in questo caso capita che sia esso stesso a risquotere e magari anche Airbnb è già attrezzato per farlo per suo conto – o se è piccolo: in quest’ultimo caso sarà l’ente locale (provincia o regione) che le richiederà di versare l’imposta; purtroppo diversi enti locali utilizzano diverse modalità, perciò non posso darle una risposta univoca. Non è necessaria la partita iva per affittare un appartamento privato; a meno che non diventi la sua attività principale e lo faccia professionalmente.

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