Comunicazione cessione fabbricato

Comunicazione cessione fabbricato

Cessione fabbricato. Obblighi di comunicazione in questura delle generalità degli occupanti ai sensi del D.L. 59/1978.

L’art. 12 del D.L. 59/1978 prescrive che: “chiunque cede la proprietà o il godimento o a qualunque altro titolo consente, per un tempo superiore a un mese, l’uso esclusivo di un fabbricato o di parte di esso ha l’obbligo di comunicare all’autorità locale di pubblica sicurezza, entro quarantotto ore dalla consegna dell’immobile, la sua esatta ubicazione, nonché le generalità dell’acquirente, del conduttore o della persona che assume la disponibilità del bene e gli estremi del documento di identità o   di   riconoscimento,   che   deve   essere   richiesto all’interessato”. Qualora non fosse chiaro, tale obbligo è previsto anche per la cessione fabbricato in locazione o in comodato, indipendentemente dal fatto che tra proprietario e conduttore esista un contratto scritto e per “autorità locale di pubblica sicurezza” si intende la questura o comunque un commissariato della Polizia di Stato. Vorrei però sottolineare che il tema del citato DL 59/1978 non riguarda affatto la disciplina dei contratti di locazione o di compravendita, bensì “norme penali e processuali per la prevenzione e la repressione di gravi reati”. Perciò, anche se ai più tale incombenza potrà sembrare il solito futile balzello burocratico tipico della legge italiana, lo scopo di questa normativa in realtà è stato quello di consentire alle forze dell’ordine di sapere sempre ed al più presto dove alloggiano le persone presenti nel territorio dello stato italiano. Infatti tale normativa è stata emanata in un periodo storico particolarmente difficile per la sicurezza del nostro paese – la fine degli anni ’70 – quando l’attività terroristica di matrice politica di quegli anni conosceva il suo culmine. Mi pare evidente che i fatti di questi giorni dimostrino che l’esigenza espressa dall’art. 12 sia più che mai attuale…

Appurata la fondatezza dell’obbligo di comunicazione alla pubblica autorità di sicurezza della cessione fabbricato, vediamo ora di chiarire quali sono le modalità con cui oggigiorno è possibile adempiere a tale compito. In particolare gli strumenti telematici oggi a disposizione della pubblica amministrazione consentono nella maggior parte dei casi di assolvere quest’incombenza “in automatico” senza che il cedente debba di fatto provvedere ad alcuna specifica comunicazione di cessione fabbricato.

Infatti, ai sensi del comma 1, lettera d) dell’art. 5 del D.L. 70/2011: “la registrazione dei contratti di trasferimento immobiliare assorbe l’obbligo di comunicazione all’autorità locale di pubblica sicurezza”. Inoltre il comma 1 dell’art. 2 del D.L. 79/2012 ha introdotto un’ulteriore semplificazione secondo cui: “La registrazione dei contratti di locazione e dei contratti di comodato di fabbricato o di porzioni di esso, soggetti all’obbligo di registrazione in termine fisso, ai sensi del Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, assorbe l’obbligo di comunicazione di cui all’articolo 12 del decreto-legge 21 marzo 1978, n. 59”. In sostanza chi vende un immobile o lo concede in locazione o comodato con un contratto registrato all’agenzia delle Entrate, oggi non è più tenuto a trasmettere alcuna comunicazione alla Polizia; questo perché le informazioni richieste dal D.L. 59/1978 contestualmente alla cessione fabbricato vengono già trasmesse alla pubblica amministrazione – e quindi la Polizia può in autonomia recuperare i dati necessari – nelle procedure di registrazione dei contratti.

L’art. 2 del D.L. 79/2012, ai successivi commi 3 e 4, richiama però i due casi in cui l’obbligo di espressa comunicazione di cessione fabbricato alla Polizia ancora sussiste:

  1. il “caso in cui venga concesso il godimento del fabbricato o di porzione di esso sulla base di un contratto, anche verbale, non soggetto a registrazione in termine fisso”;
  2. l’art. 7 del D.Lgs. 286/1998 prevede comunque che: “chiunque, a qualsiasi titolo, da alloggio ovvero ospita uno straniero o apolide, anche se parente o affine, ovvero cede allo stesso la proprietà o il godimento di beni immobili, rustici o urbani,   posti nel territorio dello Stato, è tenuto a darne comunicazione scritta, entro quarantotto ore, all’autorità locale di pubblica sicurezza”.

Il primo caso riguarda i sostanzialmente i comodati verbali (quelli scritti vanno sempre registrati indipendentemente dalla durata ai sensi dell’art. 5 della Parte I della Tariffa allegata al D.P.R. 131/1986 – “testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro”).

Nel secondo caso, l’art. 7 del D.Lgs. 286/1998 ripropone di fatto lo stesso obbligo di comunicazione cessione fabbricato già previsto dal succitato art. 12 del del D.L. 59/1978, che però viene esteso a tutti i casi di trasferimento di proprietà o godimento di beni immobili (perciò anche locazioni e comodati e comunque qualsiasi forma di disponibilità di alloggio o ospitalità) a stranieri o apolidi, indipendentemente dalla registrazione del relativo contratto o comunque dalla durata della permanenza. Preciso che all’art. 1 dello stesso D.Lgs 286/1998 il legislatore chiarisce che per “stranieri” si intendono i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea, cioè, nel gergo popolare, i cosiddetti “extracomunitari”; inoltre, per chi non lo sapesse, apolide è una persona che, avendo perduto la cittadinanza di origine e non avendone assunta alcun’altra, non è cittadino di alcuno Stato.

In questi due particolari casi, per cui l’obbligo di comunicazione cessione fabbricato ancora sussiste, occorrerà compilare questo modulo fornito dalla polizia di stato e trasmetterlo alla sede della questura della vostra provincia a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento (come previsto dal 3° comma dello stesso art. 12 del D.L. 59/1978) oppure – visto che per fortuna ormai sono passati quasi 40 anni dal 1978… – via fax o via Posta Elettronica Certificata.

Esiste però un caso in cui il proprietario o gestore è tenuto a comunicare alla polizia le generalità delle persone a cui sia stato concesso in godimento un immobile anche se per una durata inferiore ad un mese: è il caso delle strutture ricettive e degli affittacamere (anche banalmente un privato che affitta un appartamento o una camera a un turista o comunque a persone di passaggio). Infatti l’art. 109 del R.D. 773/1931 (il T.U.L.P.S. – testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) prevede che: “i gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive, comprese quelle che forniscono alloggio in tende, roulotte, nonché i proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze e gli affittacamere, […] sono tenuti a comunicare all’autorità locale di pubblica sicurezza le generalità delle persone alloggiate […] entro le ventiquattro ore successive al loro arrivo”. Come recentemente meglio precisato nell’allegato al D.M. 7 gennaio 2013, tale comunicazione dovrà contenere le seguenti informazioni:

  • data di arrivo;
  • numero giorni di permanenza;
  • Cognome e Nome, sesso, data e luogo di nascita e cittadinanza degli alloggiati;
  • Tipo, numero e luogo di rilascio dei documenti di identità degli alloggiati (per i nuclei familiari è sufficiente il documento di uno dei coniugi e per i gruppi guidati quello del capogruppo)

Un tempo queste informazioni dovevano essere compilate in apposite schedine approvate dal ministero e sottoscritte dagli stessi clienti (cfr. stesso art. 109 del T.U.L.P.S.), ma oggi, in seguito all’entrata in vigore del succitato D.M. 7 gennaio 2013, è sufficiente inserire queste informazioni in un sistema telematico fruibile all’indirizzo web: https://alloggiatiweb.poliziadistato.it/. Solo qualora tale servizio fosse sospeso per problemi di natura tecnica, ai sensi dell’art. 3 dello stesso D.M., è necessario provvedere con un trasmissione a mezzo fax o Posta Elettronica Certificata. Segnalo che per poter usufruire di questo servizio è però necessario richiedere prima il rilascio delle opportune credenziali di accesso alla Questura competente per il territorio in cui si trova l’immobile, mediante la compilazione di un apposito modulo, che devono necessariamente essere ritirate di persona presso l’ufficio della stessa Questura. Prossimamente, con un articolo dedicato, vedrò di esporre nel dettaglio modalità, modulistica e tempistiche di tale procedura.

Concludo con una deduzione: alla luce di quanto sopra, sappiate che se qualche cittadino comunitario vi viene a chiedere in locazione temporanea, per una durata inferiore ad un mese, un immobile che non ha funzione di alloggio (un deposito, un garage, ecc…) per cui non siete obbligati a registrare alcun contratto e nemmeno comunicare le generalità di questa persona in questura (e giustamente non perdete tempo e denaro per farlo) sappiate che questo è in sintesi l’unico caso in cui la polizia non ha modo di sapere che quella persona si possa trovare all’interno del vostro immobile…come si dice…chi ha orecchie per intendere, intenda!

Fonti:

  • D.L. 59/1978;
  • D.L. 70/2011;
  • D.L. 79/2012;
  • D.Lgs. 286/1998;
  • D.P.R. 131/1986;
  • R.D. 773/1931;
  • D.M. 7 gennaio 2013.
error

Lascia un commento