Ripartizione spese riscaldamento – D.Lgs. 141/2016

Ripartizione spese riscaldamento – D.Lgs. 141/2016

Il 26 luglio 2016 è entrato in vigore il D.Lgs. 141/2016 che ha modificato il noto D.Lgs. 102/2014. In particolare anche il comma 5 dell’art. 9 in cui si trovano  le vigenti prescrizioni in merito alla ripartizione spese riscaldamento, raffrescamento e fornitura di acqua calda in condominio.

Per una disamina degli obblighi già introdotti alla prima data di entrata in vigore del succitato D.Lgs. 102/2014 (19 luglio 2014) relativi a:

  • contabilizzazione del calore per singola unità immobiliare / corpo scaldante;
  • termoregolazione dei corpi scaldanti;
  • ripartizione spese riscaldamento e acqua calda ai sensi della norma tecnica UNI 10200;

Si consiglia la lettura di questo mio precedente articolo qui linkato.

Vediamo invece ora quali novità introdotte nel testo del D.Lgs. 102/2014 dal D.Lgs. 141/2016 in tema di ripartizione spese riscaldamento interessano i singoli proprietari di beni immobili.

Art. 9, comma 5, lettera b)

È stato inequivocabilmente chiarito che l’installazione entro il 31 dicembre 2016 (**aggiornamento**) dei contatori posti a valle della caldaia atti a “misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare”, ora definiti “sotto-contatori”, deve essere eseguita a cura del proprietario.

** Con il comma 10 dell’art. 6 del D.L. 244/2016 (“milleproroghe”) il termine del 31 dicembre 2016 è stato spostato al 30 giugno 2017 **

Spetta comunque ad un tecnico, che lo deve riportare in apposita relazione, valutare anche l’ “inefficienza in termini di costi e sproporzione rispetto ai risparmi energetici potenziali” tali da far cadere l’obbligo di installazione dei sotto-contatori. Non solo l’impossibilità tecnica dell’installazione degli stessi.

ripartitore-caleffiArt. 9, comma 5, lettera c)

Se oltre ai sotto-contatori, risultasse “essere non efficiente in termini di costi con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459” anche l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per quantificare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun corpo scaldante (vedi immagine), non è più necessario prendere in considerazione alcun metodo alternativo per la misurazione del consumo di calore. Semplicemente in condominio  le cose possono restare come stanno.

Art. 9, comma 5, lettera d)

La normativa tecnica UNI 10200 deve essere applicata per determinare il riparto delle spese non solo di riscaldamento e uso di acqua calda delle unità immobiliari e delle parti comuni, ma anche per il raffreddamento delle stesse.

Deve essere rispettata la versione vigente della norma UNI 10200, sia che sia stata oggetto di aggiornamenti, che di modifiche. Infatti è in procinto di pubblicazione una variante sostanziale della UNI10200, che non costituirà appunto un mero aggiornamento, bensì una modifica.

Ove nel condominio vi siano unità immobiliari con fabbisogno termico per metro quadro differente tra loro per più del 50% è possibile attribuire forfettariamente ai consumi misurabili una quota di almeno il 70% del totale delle spese e suddividere la restante parte (i consumi involontari) in base ai millesimi già in uso. Cioè non è sempre necessario redigere una nuova tabella millesimale ex UNI 10200.

Ad ogni modo, per la redazione / approvazione delle nuove tabelle millesimali per la ripartizione spese riscaldamento, raffreddamento ed acqua calda ex UNI 10200, è stato dato più tempo. Non occorre farlo entro il 31/12/2016 perché per la prima “stagione termica” successiva all’installazione dei dispositivi di contabilizzazione, sarà ancora possibile non ripartire le spese in base ai consumi rilevati.

logo_uniInoltre, per nei condomini dove già si era provveduto prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 102 (19 luglio 2014) ad installare dispositivi di contabilizzazione dei consumi e suddividere le spese di conseguenza, non sarà obbligatorio seguire le disposizioni della norma tecnica UNI 10200.

Art. 16, commi 6, 7 e 8

Attenzione che nel nuovo testo di legge le sanzioni da 500 a 2.500 euro sono prescritte direttamente in carico ai proprietari (non più solo cumulativamente al condominio) che non provvedessero per tempo all’installazione dei sotto-contatori o ripartitori dei consumi di calore nelle singole unità immobiliari di loro proprietà (e per ciascuna di queste). Resta comunque soggetto a sanzioni dello stesso importo anche il condominio che non ripartisse le spese in conformità alle disposizione del sopra citato comma 5, lettera d).

In conclusione è bene sottolineare che è in ogni caso necessario il servizio di un tecnico abilitato, anche se solo per valutare – e soprattutto esprimere motivatamente per iscritto in apposita relazione – l’eventuale opportunità di esenzione dall’obbligo di installazione dei sotto-contatori o ripartitori e/o di riparto delle spese ai sensi  della UNI 10200.

Ad integrazione di quanto esposto, si consiglia la lettura di questo articolo pubblicato sul sito di Confedilizia e la visione dei video che lì troverete.

Fonti:

  • D.Lgs 102/2014
  • D.Lgs. 141/2016
  • n.t. UNI 10200
  • n.t. UNI EN 15459

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